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    Franco Vaccari
Italia

Immagine di Franco Vaccari
Opera: Camions

Franco Vaccari (Modena, 1963), figlio d’arte, si adopera sin da giovanissimo nella fotografia.
Trasferitosi a Milano, ambiente più stimolante e aperto verso le sue concezioni innovative, pubblica, nel 1966,
Tracce. Molte sono state le mostre fotografiche e i contributi teorici al pensiero sulla fotografia con i testi Duchamp e l'occultamento del lavoro (1978) e soprattutto Fotografia e inconscio tecnologico (1979).
Vaccari sperimenta un nuovo modo di usare la fotografia, intesa come segno, come traccia di una presenza, di un’esperienza. Pone grande attenzione all’interazione della sua arte con il fruitore e del suo rapporto con lo spazio.
È consacrato al grande pubblico nel 1972, quando, con le sue
Esposizioni in tempo reale alla Biennale di Venezia, inaugura un nuovo fare fotografico altamente contaminato dall’arte concettuale e dalla Performace Art di quegli anni. Una stanza bianca, una Photomatic, una foto dell’artista e la scritta “lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio”, danno esito al fenomeno a tutti noto.
Qualche anno più tardi a Milano alla Galleria 291, lo spettatore viene fotografato in una sala, nell'entrare nella sala successiva vede la propria immagine proiettata sul muro, e viene nuovamente fotografato nell'atto di stupirsi dell'essere passato da visitatore a protagonista.




     



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